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VIA DELLE TAMERICI, 32 MONTALTO DI CASTRO

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Lago di Burano

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La Riserva del Lago di Burano, è stata istituita nel 1980 ed è gestita dal WWF. Si trova nel Comune di Capalbio ed occupa una superficie di 410 ettari compresi tra Ansedonia ed il Chiarone, di cui 140 occupati dal lago. Si tratta di un lago salmastro costiero, lungo circa 3 km e separato dal mare da un doppio cordone di dune sabbiose. Sul lago "vigila" la Torre di Buranaccio, una fortificazione realizzata al tempo dello Stato dei Presidi (metà del XVI° sec.). Le visite nella riserva vengono organizzate dal WWF, sono presenti torri di avvistamento, capanni osservatori, percorsi attrezzati ed un centro visite. La Riserva oltre ad annoverare specie stanziali, é un importante luogo di svernamento e sosta di un gran numero di uccelli, potremo infatti osservarvi oche selvatiche, gabbiani, beccapesci, tarabusi e aironi cenerini. Nel canneto vivono numerosi usignoli di fiume, cannareccioni, forapaglie castagnoli e migliarini di palude. Diverse anche le specie di anatre come le morette e i moriglioni. Tra i rapaci troviamo il falco di palude e il falco pescatore. Nella macchia e tra le radure sabbiose della duna vivono i daini, l’istrice, il tasso, il coniglio selvatico, la puzzola e il riccio. Tra i rettili la testuggine terrestre e palustre, cervoni, vipere, biacchi, saettoni, lucertole e ramarri. Per quanto riguarda la fauna, partendo dal mare la vegetazione che caratterizza la spiaggia comprende gigli di mare, soldanelle di mare e santoline, cespugli di ginepro fenicio e coccolone. Il sottobosco è formato da lentisco, mirto, fillirea, erica e ginepro, mentre la foresta è composta da leccio, sughere, roverelle, aceri e rovere.

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Monte Argentario

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Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell'Arcipelago Toscano; l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri.

Anche l'Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato due tomboli, il Tombolo della Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello.

Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m) ed è caratterizzato da un territorio completamente collinare e a tratti impervio, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si coltiva prevalentemente la vite (Ansonica Costa dell'Argentario).

La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemente sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico.

In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario; rivolto verso nord-ovest si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto verso sud-est.

Le isole più velocemente raggiungibili dalla costa dell'Argentario (Porto Santo Stefano o Porto Ercole) sono l'Isolotto, l'Isola Rossa, l'Isola Argentarola, la Formica di Burano, l'Isola del Giglio, Giannutri e le Formiche di Grosseto.

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Mountain Bike in Maremma

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La Maremma è da sempre terra di ciclisti: Professionisti, sportivi della domenica o, più in generale, amanti della bicicletta come mezzo di integrazione con la natura.
Il cicloturista da noi trova una semplice e naturale struttura geo-morfologica che lo aiuta nella scelta dell'itinerario, non solamente in base alle sue capacità atletiche, ma anche in relazione ai suoi interessi culturali.
In Maremma, pedalando si può scoprire oltre ogni dosso, dietro ogni curva, mille e più motivi per ritornare ed approfondire la conoscenza di questa nostra terra unica al mondo.
Tanti i percorsi a vostra disposizione per scoprire gli angoli nascosti e suggestivi della nostra terra ... sempre in contatto con la natura!!!

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Parco di Vulci

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Vulci è un'antica città etrusca che si trova nel territorio dell'odierna Canino e Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo nella maremma laziale. Nonostante sia relativamente lontana dal mare, si trova infatti su di una piattaforma calcarea lungo la riva destra del Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria con un forte sviluppo marinaro e commerciale con Grecia e Oriente, come testimoniano i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti ed oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.

Le necropoli che circondano la città, situate nei territori di Montalto di Castro e Canino , nelle località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, si trovano migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con 75 metri di diametro), la Cuccumelletta e la Rotonda, la tomba François, situata nel territorio di Canino, quelle dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi. All'Osteria sono presenti diverse tombe a camera caratterizzate dal soffitto scolpito, come era in uso nelle abitazioni etrusche.

Tra i monumenti più suggestivi, il maestoso ponte detto del Diavolo (III secolo a.C.) che domina dall'alto dei suoi 30 metri di altezza il fiume Fiora, nei pressi del castello medievale della Badia (XIII secolo).

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